Recensione: Vikings (serie tv) + Trailer e Contenuti Extra

Katheryn Winnick è Lagertha nella serie che racconta le sanguinose gesta dei guerrieri nordici

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Vikings è il folgorante esordio nella serialità dell'internazionale History Channel. Scritta integralmente da Michael Hirst (Elizabeth, The Tudors e Camelot), la coproduzione tra Canada e Irlanda evoca fatti citati nelle saghe più importanti della letteratura nordica e si concentra sulla carriera militare e politica del suo protagonista, lo stratega di immense ambizione e scaltrezza Ragnar Lothbrok: uno dei re leggendari di Danimarca e Svezia. La serie spilucca la confusa biografia del suo eroe di umili origini e la stravolge con un lungo elenco di scelte narrative felici, tra cui l'introduzione dell'incisivo personaggio della bellicosa Lagertha (Katheryn Winnick). Fedele nel riprodurre episodi come l'incontro tra il guerriero e Aslaug (Alyssa Sutherland), l'autoproclamata figlia degli epici Sigfrido e Brunilde, Vikings trasforma Ragnar in un comune paesano e gli fa compiere una clamorosa ascesa al potere dal basso: abitante di un villaggio del Kattegat, con il suo talento nello sfruttare le qualità di chi lo circonda e la sua sete di conquista, si spinge dove nessun compatriota ha osato. La serie si prenderà pure tante licenze storiche ma coglie superlativamente lo spirito del popolo vichingo.

Il britannico Hirst è abile nell'inquadrare la cultura di questo popolo di temerari navigatori, di aedi e giuristi e nel metterla in scena senza edulcorazioni narrative e moralismi. Il ritratto scevro da giudizi di Ragnar è quello del tipico vichingo, difforme dal mito del guerriero che vive per il furore della battaglia, bensì animato dall'ambizione più alta per i suoi conterranei, ovvero la conquista e l'arricchimento personale. La fortuna di Lothbrok (il bravissimo Travis Fimmel) inizia quando l'eccentrico Floki costruisce un veliero in grado di navigare oltre le coste del Kattegat, verso nuovi luoghi da saccheggiare. Ragnar conduce il suo drappello di razziatori in una traversata irreale tra nebbie immobili fino alle sponde dell'Inghilterra: è la prima tappa di una serie di scorrerie che raggiungeranno il sud dell'Europa e porteranno la cultura nordica a contatto con la cristianità. Le prime due annate, trasmesse su Rai4, è una successione appassionante di attacchi al potere, stratagemmi, inganni, slittamenti di alleanze, promesse di vendetta, raid sanguinosi e sodalizi innescati dall'ingegnosità del protagonista. In attesa di vedere la terza, la serie è stata rinnovata anche per la quarta stagione.

Ma come avete capito dal sottotitolo, sapete anche qual è la cosa più importante di cui parlare: Katheryn Winnick. Katheryn è un sogno impossibile: viso da angelo, corpo da playmate, e un curriculum sportivo da fare invidia. E non delude nemmeno come attrice: ha presenza, ha quell'aria forte e rispettabile, e poi, quella scena (nella prima stagione) in cui scopre la gamba per convincere Athelstan ad abbandonare il voto di castità è una roba... insomma è la classica donna da sposare. Che altro si pretende da lei? Forse qualche nudo in più. Infatti Katheryn è (forse) l'unica che non si spoglia in Vikings. Su questo versante arrivano in soccorso Alyssa Sutherland (nella prima stagione) e Gaia Weiss (dalla seconda), conosciuta anche in Italia per Bianca come il latte, rossa come il sangue.

Il Cinefilo Cinofilo

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